Capellini o l'allocchetto



Icone e simboli (15 Aug 2005)


Su tutti i siti si trovano le collezioni più complete, ma anche più stravaganti di icone, per indicare di tutto, di più o anche niente.
L'icona o simbolo dovrebbe essere qualche cosa che ci indica un concetto o un oggetto o un comando o un divieto o infine un'informazione senza avere la necessità di una parola o frase e, quindi, di una lingua
Proviamo però a considerare i geroglifici degli egizi: sono icone o simboli e costituiscono una lingua. Lo stesso mi sembra sia per i cinesi e anche per loro spesso gli ideogrammi derivano da rappresentazioni pittoriche dei concetti. Anche gli uomini delle caverne disegnavano bufali, mammuth e guerrieri sulle pareti per raccontare una storia.
Queste civiltà hanno utilizzato i simboli come strumenti per creare una lingua.
Ma anche nella nostra epoca c'è, per esempio, il linguaggio delle segnalazioni stardali, ben codificato e chiaro e comprensibile per tutti.
Ognuno di questi linguaggi ha avuto bisogno di una codifica, di un codice che tutti hanno imparato e che tutti sanno leggere.
Non così su internet, dove i simboli vengono usati nei modi più strani: la freccia ci porterà in una nuova pagina o in un nuovo sito oppure è solo un modo per evidenziare una parola? Ma se la freccia guarda verso l'alto? e se guarda verso il basso?
E la casetta ci porterà sulla prima pagina o su un albergo?
E la lente? serve ad ingrandire oppure a cercare? Cambia di significato secondo il contesto?
Per non parlare di simboli strani, inventati li per li dal grafico di turno.
Se alcuni sono ormai entrati nell'uso comune e hanno cominciato a creare un linguaggio, mi sembra che sarebbe utile cercare di uniformarsi ai simboli esistenti e pensarci molto prima di crearne dei nuovi dal dubbio significato