Capellini o l'allocchetto



link (28 Sep 2006)


dal dizionario "merriam webster" si legge che link è qualche cosa che unisce, un anello della catena, un collegamento.

Ne deduco quindi che ci devono essere due parti e che le stesse sono collegate nei due sensi.

Linkare vuole quindi dire che due coso sono unite tra di loro e qualunque delle due io consideri, la troverò collegata all'altra.

Perché, allora, parlare di link quando uno metto, appunto, un link verso un oggetto ma da quell'oggetto non è collegato il mio oggetto di partenza?

In questo caso molto meglio sarebbe parlare di riferimento o indicazione, ma mai di link.

Un po' come dire "io amo quella ragazza", ma quella ragazza non sa neppure che io esisto, anzi se ne va per il mondo e non mi riesce più di rintracciarla, di rivederla.

Così sono i link che la gente si ostina a mettere sui siti: anzitutto sono solo riferimenti e molto spesso si riferiscono a cose che non esistono più, che se ne sono andate per il mondo insieme alla ragazza che amavamo.

Che utilità possono mai avere questi link?

Spesso conserviami i biglietti da visita di persone che avevamo conosciuto tempo fa.
Quando li riprendiamo in mano per qualche motivo scopriamo che le persona non lavora più in quell'azienda, ha cambiato indirizzo, non ha più lo stesso telefono.
Così sono gli pseudolink che la gente continua a proporre sui siti.

Forse che chi li mette vuole fare vedere che è bravo e che lui si, sa dove trovare le notizie?