Capellini o l'allocchetto



Lo spazio (27 Aug 2005)


(no, non faccio grandi voli tra gli astri, ma guardo piccoli spazi nelle vetrine di un negozio)
Ecco, passando dinnanzi a una vetrina di un libraio ho guardato con interesse i libri esposti. Poco dopo la vetrina di un altro libraio mi ha data la strana sensazione di non riuscire a leggere tutte le copertine e a fissare l'attenzione su tutti i titoli proposti.
Quale era la differenza? Perché questa sensazione?
Sono ritornato alla prima vetrina ed effetivamente vedevo tutti i titoli e potevo fermare l'attenzine su ognuno di essi.
Ho analizzato a fondo le due vetrine e vi ho trovato una differenza che mi è sembrata fondamentale.
Nella prima i libri erano tutti affiancati, anzi in alcuni casi leggermente sovrapposti soprattutto quando venivano presentate più copie dello stesso libro.
Nella seconda i libri sembravano meglio disposti perché tra uno e l'altro c'era uno spazio di poco meno della dimensione di un libro.
Mi sono reso conto che lo spazio lascia tempo all'occhio di svagarsi e di andare svolazzando su altri titoli, su altre file, su altre colonne, senza riuscire a fermarsi su nulla.
Potrei paragonarlo ad un foglio dove sono disposte tante lettere molto distanti una dall'altra sia in larghezza che in altezza: anche se ci fosse scritto qualche cosa, probabilmente sarebbe difficile leggere, mentre se le lettere sono vicine e riunite l'attenzone a legata alla parola e la si legge facilmente.
Creda che sia un materiale utile per pensare molto e anche per traporre queste sensazioni agli spazi che siamo abituati a mettere (o a non mettere o a sbagliare a mettere) sulla carta o sull'ormai onnipresente pagina internet.