Capellini o l'allocchetto



Nitido (01 Dec 2006)


Per anni la comunicazione ha cercato la nitidezza dei caratteri. Forse il concetto era che più nitide si scrivevano le parole, più chiari risultavano i concetti espressi.
Caratteri sempre meglio incisi e fusi, poi incisioni in rame dalla meravigliosa definizione realizzate con grande perizia e infine la litografia che permetteva linee sottilissime.
Con la stampa si sperimentavano e cercavano inchiostri molto "duri" per evitare le sbavature.
E anche molto neri, perché il testo fosse perfettamente leggibile.
Testi "grigi" erano considerati un difetto di stampa, una cattiva inchiostrazione, una mancanza di inchiostro.
Quando è iniziata l'era dell'offset il primo problema che fu necessario risolvere fu proprio la presenza dell'acqua di bagnatura che rendeva i contorni del carattre un po' sfumati e quindi sgraditi.
La calcografia, utilizzata per le banconote e i francobolli, presentava caratteri estremamente nitidi con addirittura un piccolo rilievo.
La rotocalco, per contro, che presentava la necessità di retinare i caratteri, non ebbe mai successo nelle stampe di qualità dove predominava il testo.
Poi sono venuti i primi schermi con i caratteri formati da matrici di pochi punti, ma anche in questo caso i contorni erano nitidi anche se i caratteri reano resi con pochi punti.
Lo stesso è successo con le stampanti ad aghi.
Poi sono venuti i monitor che permettevano di visualizzare caratteri e stampanti con 300, 600,1200 punti.
Si sono creati degli algoritmi che permettono di di visualizzare con buona qualità caratteri anche abbastanza piccoli.
Dopo tutta questa ricerca, durata almeno quattro secoli è venuto photoshop.
Nato per trattare le immagini è talvolta utilizzato per creare del testo per il web, ma alcuni piccoli e semplici calcoli ci faranno capire che non è il giusto strumento per scrivere.
Le immagini per il web hanno una risoluzione di 72 punti per pollice: questo vuole dire che un testo con un occhio di 3 millimetri corrispondente a un corpo 20, ha a disposizione una matricce di solo 8 pixel per rappresentare una lettere: troppo pco per poter avere un buon carattere.
Photoshop a questo punto aggiunge delle sfumature per compensare la scarsa disponibilità di punti, ma così il carattere perde completamente la nitidezza, con una coseguente perdita consistente di leggibilità.
Se a questo aggiungiamo la realizzazione del carattere in grigio anziché in nero, tutti i concetti di leggibilità perseguiti e studiati per anni vengono gettati a mare.
In tutto questo non si tiene conto che il carattere presentato sul monitor utilizza algoritmi completamente diversi da quelli che usa photoshop e di conseguenza la nitidezza è completamente diversa.

Peccato