Capellini o l'allocchetto



Stanco della legge Stanca (26 Aug 2005)


Uno degli articoli della legge Stanca - la legge italiana che detta le caratteristiche che devono avere i siti istituzionali - impone di creare i siti a dimensione variabile.
L'estensore della legge chi è? Il solita pseudoesperto? Ha mai sentito parlare di leggibilità?
Illustri personaggi hanno fatto fior di studi per stabilire il corretto rapporto tra corpo del carattere e giustezza della riga (saprà, Stanca, cos'è la giustezza? gli dico, almeno, che non indica la cosa giusta, ma...)
Nel momento in cui realizzo una pagina a dimensione variabile mi troverò facilmente in situazioni dove il carattere è troppo grande per una giustezza troppo corta oppure il carattere è troppo piccolo per una giustezza troppo lunga.
Nel primo caso i problemi sono pochi, anche se la lettura non è comodissima, ma nel secondo caso la lettura è quasi impossibile. Teniamo anche conto che, se su un libro possiamo aiutarci con un indicatore per seguire l'andamento di una riga, sul monitor questo è assolutamente impossibile.
Perché dunque costringere il povero lettore ad assurde acrobazie per poter leggere una pagina? Cosa aveva in mente il legislatore? Forse voleva solo avere il suon nome legato a una legge buona o cattiva che fosse e magari anche assolutamente inutile.
Spesso non c'è bisogno di leggi, ma di conoscere quello che di buono è già stato fatto.